Trio di Salerno

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Trio formato dal pianista-compositore e arrangiatore Guglielmo Guglielmi, dal contrabbassista Aldo Vigorito e dal sassofonista Sandro Deidda. Il progetto, che allinea tre veterani della New Orleans italiana, la città di Salerno, è un inusuale trio acustico formato da sax, pianoforte e contrabbasso e presenta un repertorio di temi originali, composti dai tre musicisti, con l’aggiunta di personali versioni di brani di varia provenienza, riarrangiati per la formazione.

Dopo il debutto agli Incontri Internazionali della Musica di Salerno nell’ottobre del 2005, il Trio si esibisce spesso all’Alexanderplatz, lo storico jazz club romano, prendendo parte a varie edizioni del Festival Jazz & Image di Villa Celimontana.

Il primo disco, pubblicato nel 2008 dalla storica etichetta romana Via Veneto Jazz e distribuito dalla Emi, ha per titolo Cantabile.
Il secondo album del Trio di Salerno, prodotto da Itinera Edizioni Musicali e distribuito da Egea, conta dieci tracce, tra brani standard e originali; in due di esse diventa rilevante il contributo del Solis String Quartet.

Grazie a questo disco, spesso insieme al Solis String Quartet, il Trio intraprende un’intensa attività concertistica, partecipando alle principali rassegne jazz italiane, tra cui Montalcino Jazz Festival, Pomigliano Jazz, Napoli, Villa Celimontana, Benevento, Casa del Jazz e Conservatorio Santa Cecilia di Roma.

Nel 2016 è pubblicato, ancora da Itinera, il terzo album del Trio, intitolato semplicemente “3”; si tratta di un importante traguardo artistico per i tre musicisti che insieme hanno superato i dieci anni di attività. Anche in questo lavoro trovano posto le composizioni originali di Guglielmi, Vigorito e Deidda, “Isaki”, “Life Step”, ”Francesca’s Song”, “3”, “Song for Elvira”, “’Na jurnata ‘e sole”, oltre ad alcune “perle” musicali come “Rain” di Riuichi Sakamoto, tratto dalla colonna sonora del film di Bertolucci L’ultimo imperatore, “Carinhoso” di Pixinguina, autore popolare brasiliano d’inizio Novecento e “Amore che vieni, amore che vai” dell’indimenticato Fabrizio De André.

Credits Verve Adv.

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